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Lunedì 12 Dicembre 2011 08:23

 

Comune di Marta----Provincia di Viterbo

 

 

 

 

 

STATUTO COMUNALE

 

Titolo I – Principi generali

 

ART.1

Autonomia Statutaria

Il Comune di Marta:     

E’ ente autonomo locale con rappresentatività generale secondo i principi della Costituzione e nel rispetto delle leggi della Repubblica Italiana;

E’ ente democratico che crede nei principi euro­peistici, della pace e della solidarietà;

Si riconosce in un sistema statuale unitario di ti­po federativo e solidale, basato sul principio dell'autonomia degli enti locali;

Considerata la peculiare realtà territoriale e so­ciale in cui si colloca, rivendica per sé e per gli altri comuni uno specifico ruolo nella gestione delle  risorse economiche locali, ivi compreso il gettito fiscale, nonché nell'organizzazione dei servizi pubblici o di pubblico interesse; ciò nel rispetto del principio della sussidiarietà, secon­do cui la responsabilità pubblica compete all'au­torità territorialmente e funzionalmente più vi­cina ai cittadini;

Valorizza ogni forma di collaborazione con gli al­tri enti locali;

Realizza, con i poteri e gli istituti del presente Statuto, l'autogoverno della comunità.

 

ART. 2

Finalità

I1 Comune rappresenta unitariamente gli inte­ressi della comunità, ne cura lo sviluppo e il pro­gresso civile nel pieno rispetto delle compatibilità ambientali.

Il Comune promuove e tutela l'equilibrato as­setto del territorio e concorre, insieme alle altre isti­tuzioni nazionali e internazionali, alla riduzione dell'inquinamento, assicurando, nell'ambito di un uso sostenibile ed equo delle risorse, i diritti e le ne­cessità delle persone di oggi e delle generazioni fu­ture. Tutela la salute dei cittadini e salvaguarda al­tresì la coesistenza delle diverse specie viventi e delle biodiversità.

Il Comune inoltre ispira la propria azione alle seguenti finalità:

a) dare pieno diritto all'effettiva partecipazione dei cittadini, singoli e associati, alla vita organizza­tiva, politica, amministrativa, economica e socia­le del Comune di Marta; a tal fine sostiene e va­lorizza l'apporto costruttivo e responsabile del vo­lontariato e delle libere associazioni;

b) valorizzazione e promozione delle attività cultu­rali e sportive come strumenti che favoriscono la crescita delle persone;

c) tutela, conservazione e promozione delle risorse naturali, paesaggistiche, storiche, architettoni­che e delle tradizioni culturali presenti sul pro­prio territorio;

d) valorizzazione dello sviluppo economico e sociale della comunità, promuovendo la partecipazione dell'iniziativa imprenditoriale dei privati alla realizzazione del bene comune;

e) sostegno alle realtà della cooperazione che perseguono obiettivi di carattere mutualistico e so­ciale;

f) tutela della vita umana, della persona e della fa­miglia, valorizzazione sociale della maternità e della paternità, assicurando sostegno alla corre­sponsabilità dei genitori nell'impegno della cura e dell'educazione dei figli, anche tramite i servi­zi sociali ed educativi; garanzia del diritto allo studio e alla formazione culturale e professiona­le per tutti in un quadro istituzionale ispirato alla libertà di educazione;

g) rispetto e tutela delle diversità etniche, lingui­stiche, culturali, religiose e politiche, anche at­traverso la promozione dei valori e della cultura della tolleranza;

h) sostegno alla realizzazione di un sistema globale e integrato di sicurezza sociale e di tutela attiva delle persone disagiate  e svantaggiate;

i) riconoscimento di pari opportunità professionali, culturali, politiche e sociali fra i sessi.

 

ART. 3

Territorio e sede comunale.

I1 territorio del Comune si estende per 23,55 kmq, confina con i comuni di Tuscania, Capodimonte, Montefiascone, Bolsena e Viterbo.

Il Palazzo civico, sede comunale', è ubicato in Piazza Umberto I° n. 1. 

Le adunanze degli organi collegiali si svolgono normalmente nella sede comunale; esse possono te­nersi in luoghi diversi in caso di necessità o per parti­colari esigenze.

All'interno del territorio del Comune di Marta non è consentito, per quanto attiene alle attribuzioni del Comune in materia, l'insedia­mento di centrali nucleari né lo stazionamento o il transito di ordigni bellici nucleari e scorie radioatti­ve.

 

ART. 4

Stemma e gonfalone

Il Comune negli atti e nel sigillo si identifica con il nome di Marta.         

Lo stemma del Comune è come descritto dal de­creto del Consiglio dei Ministri n. 2986 del 25.09.1980.

Nelle cerimonie e nelle altre pubbliche ricorren­ze, e ogni qual volta sia necessario rendere ufficiale la partecipazione dell'ente a una particolare iniziativa, il Sindaco può disporre che venga esibito il gonfalone con lo stemma del Comune.

La Giunta può autorizzare l'uso e la riproduzione dello stemma del Comune per fini non istituzionali soltanto ove sussista un pubblico interesse.

 

ART. 5

Consiglio comunale dei ragazzi

Il Comune allo scopo di favorire la partecipazione dei ragazzi alla vita collettiva può promuovere l'ele­zione del consiglio comunale dei ragazzi.

Il consiglio comunale dei ragazzi ha il compito di deliberare in via consultiva nelle seguenti materie:

politica ambientale, sport, tempo libero, giochi, rapporti con l'associazionismo, cultura e spettacolo, pub­blica istruzione, assistenza ai giovani e agli anziani, rapporti con l'Unicef.

Le modalità di elezione e il funzionamento del consiglio comunale dei ragazzi sono stabilite con ap­posito regolamento.

 

ART. 6

Programmazione e cooperazione

Il Comune persegue le proprie finalità attraverso gli strumenti della programmazione, della pubblicità e della trasparenza, avvalendosi dell'apporto delle formazioni sociali, economiche, sindacali, sportive e culturali operanti sul suo territorio.

Il Comune ricerca, in modo particolare, la colla­borazione e la cooperazione con i Comuni vicini, con la Provincia di Viterbo, con la Regione Lazio.

 

TITOLO II - Ordinamento strutturale

 

CAPO I

Organi e loro attribuzioni

 

ART. 7

Organi

Sono organi del Comune il Consiglio Comunale, il Sindaco e la Giunta e le rispettive competenze sono stabilite dalla legge e dal presente Statuto.

Il Consiglio Comunale è organo di indirizzo e di controllo politico e amministrativo.

Il Sindaco è responsabile dell'amministrazione ed é il legale rappresentante del Comune; egli eserci­ta inoltre le funzioni di Ufficiale di Governo secondo le leggi dello Stato.

La Giunta collabora col Sindaco nella gestione amministrativa del Comune e svolge attività proposi­tive e di impulso nei confronti del Consiglio.

 

ART. 8

Deliberazioni degli organi collegiali

Le deliberazioni degli organi collegiali sono as­sunte, di regola, con votazione palese; sono da assu­mere a scrutinio segreto le deliberazioni concernenti persone, quando venga esercitata una facoltà discrezionale fondata sull'apprezzamento delle qualità soggettive di una persona o sulla valutazione dell'azione da questi svolta.

L'istruttoria e la documentazione delle proposte di deliberazione avvengono attraverso i Responsabili degli uffici; la verbalizzazione degli atti e delle sedu­te del Consiglio e della Giunta è curata dal Segretario Comunale, secondo le modalità e i termini stabiliti dal regolamento per il funzionamento del Consiglio.

Il Segretario Comunale non partecipa alle sedute quando si trova in stato di incompatibilità: in tal ca­so é sostituito in via temporanea dal componente del Consiglio o della Giunta nominato dal Presidente, di norma il più giovane di età.

I verbali delle sedute sono firmati dal Sindaco e dal Segretario.

 

ART. 9

Consiglio comunale

Il Consiglio Comunale é dotato di autonomia or­ganizzativa e  funzionale e, rappresentando l'intera comunità, delibera l’indirizzo  politico - amministrati­vo ed esercita il controllo sulla sua applicazione. 

L'elezione, la durata in carica, la composizione e lo scioglimento del Consiglio Comunale sono regolati dalla legge.

I1 Consiglio Comunale esercita le potestà e le com­petenze stabilite dalla legge e dallo Statuto e svolge le proprie attribuzioni conformandosi ai principi, alle modalità e alle procedure stabiliti nel presente Statu­to e nelle norme regolamentari.

Il Consiglio Comunale definisce gli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni e provvede alla nomina degli stessi nei casi previsti dalla legge. Detti indirizzi sono valevoli limitatamente all'arco temporale del mandato politico - amministrativo dell'organo consiliare.

I1 Consiglio Comunale conforma l'azione comples­siva dell'ente ai principi di pubblicità, trasparenza e legalità ai fini di assicurare imparzialità e corretta gestione amministrativa.

Gli atti fondamentali del Consiglio devono contenere l'individuazione degli obiettivi da raggiungere nonché le modalità di reperimento e di destinazione delle risorse e degli strumenti necessari.

Il Consiglio Comunale ispira la propria azione al principio di solidarietà.

 

ART. 10

Sessioni e convocazione

L'attività' del Consiglio Comunale si svolge in ses­sione ordinaria o straordinaria.

Ai fini della convocazione, sono considerate ordi­narie le sedute nelle quali vengono iscritte le propo­ste di deliberazioni inerenti all'approvazione delle li­nee programmatiche del mandato, del bilancio di previsione e del rendiconto della gestione.

Le sessioni ordinarie devono essere convocate almeno cinque giorni prima del giorno stabilito; quelle straordinarie almeno tre. In caso d'eccezionale ur­genza, la convocazione può avvenire con un anticipo di almeno 24 ore.

La convocazione del Consiglio e l'ordine del gior­no degli argomenti da trattare è effettuata dal Sinda­co di sua iniziativa o su richiesta di almeno un quin­to dei consiglieri; in tal caso la riunione deve tenersi entro 20 giorni e devono essere inseriti all'ordine del giorno gli argomenti proposti, purché di competenza consiliare.

La convocazione è effettuata tramite avvisi scrit­ti contenenti le questioni da trattare, da consegnarsi a ciascun consigliere nel domicilio eletto nel territo­rio del Comune; la consegna deve risultare da dichia­razione del messo comunale. L'avviso scritto può pre­vedere anche una seconda convocazione, da tenersi almeno 2 giorni dopo la prima.

L'integrazione dell'ordine del giorno con altri ar­gomenti da trattarsi in aggiunta a quelli per cui è sta­ta già effettuata la convocazione è sottoposta alle me­desime condizioni di cui al comma precedente e può essere effettuata almeno 24 ore prima del giorno in cui è stata convocata la seduta.

L'elenco degli argomenti da trattare deve essere affisso nell'albo pretorio almeno entro il giorno prece­dente a quello stabilito per la prima adunanza e deve essere adeguatamente pubblicizzato in modo da con­sentire la più ampia partecipazione dei cittadini.

La documentazione relativa alle pratiche da trattare deve essere messa a disposizione dei consi­glieri comunali almeno quattro giorni prima della se­duta nel caso di sessioni ordinarie, almeno due gior­ni prima nel caso di sessioni straordinarie e almeno 12 ore prima nel caso di eccezionale urgenza.

Le sedute del Consiglio sono pubbliche, salvi i ca­si previsti dal regolamento consiliare che ne discipli­na il funzionamento.

La prima convocazione del Consiglio Comunale subito dopo le elezioni per il suo rinnovo viene indet­ta dal Sindaco entro dieci giorni dalla proclamazione degli eletti e la riunione deve tenersi entro dieci gior­ni dalla convocazione.

In caso di impedimento permanente, decaden­za, rimozione, decesso del Sindaco si procede allo scio­glimento del Consiglio Comunale; il Consiglio e la Giunta rimangono in carica fino alla data delle elezio­ni e le funzioni del Sindaco sono svolte dal Vice Sinda­co.

 

ART. 11

Linee programmatiche di mandato

Entro il termine di 90 giorni, decorrenti dalla data del suo avvenuto insediamento, sono presentate, da parte del Sindaco, sentita la Giunta, le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da rea­lizzare durante il mandato politico - amministrativo.

Il Consiglio, definisce annualmente l’attuazione delle linee programmatiche da parte del Sindaco e dei singoli Assessori con l’approvazione della relazione previsionale e programmatica del bilancio preventivo e del bilancio pluriennale che nell’atto deliberativo sono espressamente dichiarati coerenti con le predette linee.

La verifica da parte del Consiglio dell’attuazione del programma avviene nel mese di settembre di ogni anno, contestualmente all’accertamento del permanere degli equilibri generali di bilancio previsto dall’art.36, comma 2 del decreto legislativo 25.2.95 n. 77.

Il Consiglio qualora ritenga che il programma di governo sia in tutto o in parte non più adeguato; sulla base di nuove esigenze e problematiche che dovessero emergere in ambito locale, può con deliberazione adottata a maggioranza assoluta, invitare il Sindaco a modificarlo secondo le linee di fondo da perseguire.

 

ART. 12

Commissioni

Il Consiglio Comunale potrà istituire, con apposi­ta deliberazione, commissioni permanenti, tempora­nee o speciali per fini di controllo, di indagine, di inchiesta, di studio. Dette commissioni sono composte solo da Consiglieri comunali, con criterio proporzionale. Per quanto riguarda le commissioni aventi fun­zione di controllo e di garanzia, la presidenza è attri­buita ai Consiglieri appartenenti ai gruppi di opposi­zione.

Il funzionamento, la composizione, i poteri, l'og­getto e la durata delle commissioni verranno discipli­nate con apposito regolamento.

La delibera di istituzione dovrà essere adottata a maggioranza assoluta dei componenti del consiglio.

 

ART. 13

Consiglieri

Lo stato giuridico, le dimissioni e la sostituzione dei Consiglieri sono regolati dalla legge; essi rappre­sentano l'intera comunità alla quale costantemente rispondono.

Le funzioni di Consigliere anziano sono esercitate dal Consigliere che, nell'elezione a tale carica, ha ottenuto il maggior numero di preferenze. A parità di voti sono esercitate dal più anziano di età.

I Consiglieri Comunali che non intervengono a 3 sedute  consecutive senza giustificato motivo sono dichiarati decaduti con deliberazione del Consiglio Comunale. A tale ri­guardo, il Sindaco, a seguito dell'avvenuto ac­certamento dell'assenza maturata da parte del Consi­gliere interessato, provvede con comunicazione scrit­ta, ai sensi dell'art.7 della legge 7 agosto 1990 n. 241, a comunicargli l’avvio del procedimento amministra­tivo. Il Consigliere ha facoltà di far valere le cause giu­stificative delle assenze, nonché a fornire al Sindaco eventuali documenti probato­ri, entro il termine indicato nella comunicazione scritta, che comunque non può essere inferiore a gior­ni 20, decorrenti dalla data di ricevimento. Scaduto quest’ultimo termine, il Consiglio esamina e infine delibera, tenuto adeguatamente conto delle cause giustificative presentate da parte del Consigliere in­teressato.

 

ART. 14

Diritti e doveri dei Consiglieri

I Consiglieri hanno diritto di presentare interro­gazioni, interpellanze, mozioni e proposte di delibe­razione.

Le modalità e le forme di esercizio del diritto di iniziativa e di controllo dei Consiglieri Comunali sono disciplinati dal regolamento del Consiglio Comunale.

I Consiglieri Comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici del Comune nonché dalle aziende, istituzioni o enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni utili all'espletamento del proprio mandato. Es­si, nei limiti e con le forme stabilite dal regolamento, hanno diritto di visionare gli atti e documenti, anche preparatori e di conoscere ogni altro atto utilizzato ai fini dell'attività amministrativa e sono tenuti al se­greto nei casi  specificatamente determinati dalla leg­ge. Inoltre essi hanno diritto a ottenere, da parte del Sindaco, un'ade­guata e preventiva informazione sulle questioni sot­toposte all'organo, anche attraverso l'attività della conferenza dei capigruppo, di cui al successivo art.15 del presente Statuto.

Ciascun Consigliere è tenuto a eleggere un domi­cilio nel territorio comunale presso i1 quale verranno recapitati gli avvisi di convocazione del Consiglio e ogni altra comunicazione ufficiale.

Per assicurare la massima trasparenza il Consiglio Comunale può disporre che i consiglieri comunichino annualmente i redditi posseduti secondo le modalità stabilite nel regola­mento del Consiglio Comunale.

 

ART. 15

Gruppi consiliari

I Consiglieri possono costituirsi in gruppi, secon­do quanto previsto nel regolamento del Consiglio Co­munale e ne danno comunicazione al Sindaco e al Se­gretario Comunale unitamente all'indicazione del no­me del capogruppo. Qualora non si eserciti tale fa­coltà o nelle more della designazione, i gruppi sono individuati nelle liste che si sono presentate alle ele­zioni e i relativi capigruppo nei consiglieri, non appartenenti alla Giunta, che abbiano riportato il mag­gior numero di preferenze.

I Consiglieri Comunali possono costituire gruppi non corrispondenti alle liste elettorali nei quali sono stati eletti purché tali gruppi risultino composti da almeno 3 membri.

È istituita, presso il comune di Marta, la confe­renza dei capigruppo, finalizzata a rispondere alle fi­nalità generali indicate dall'art.14, comma 3, del presente Statuto, nonché dall'art.31, comma 7 ter, della legge n. 142/90, e successive modifiche ed integrazioni La disciplina, il fun­zionamento e le specifiche attribuzioni sono contenu­te nel regolamento del Consiglio Comunale.

Ai capigruppo consiliari è consentito ottenere, gratuitamente, una copia della documentazione ine­rente gli atti utili all'espletamento del proprio man­dato.

I gruppi consiliari, nel caso siano composti da più di 3 consiglieri, hanno diritto a riunirsi in un lo­cale comunale messo a disposizione, per tale scopo, dal Sindaco.

 

ART. 16

Sindaco

I1 Sindaco è eletto direttamente dai cittadini se­condo le modalità stabilite nella legge che disciplina altresì i casi di ineleggibilità, di incompatibilità, lo stato giuridico e le cause di cessazione dalla carica.

Egli rappresenta il Comune ed è l'organo respon­sabile dell'amministrazione, sovrintende alle verifi­che di risultato connesse al funzionamento dei servi­zi comunali, impartisce direttive al Segretario Comu­nale, al direttore, se nominato, e ai Responsabili degli uffici in ordine agli indirizzi amministrativi e gestio­nali, nonché sull'esecuzione degli atti.

I1 Sindaco esercita le funzioni attribuitegli dalle leggi, dallo Statuto, dai regolamenti e sovrintende all'espletamento delle funzioni statali o regionali at­tribuite al Comune. Egli ha inoltre competenza e po­teri di indirizzo, di vigilanza e controllo sull'attività degli assessori e delle strutture gestionali ed esecuti­ve.

Il Sindaco, sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio, provvede alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del Comune presso en­ti, aziende e istituzioni.

Il Sindaco è inoltre competente, sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio Comunale, nell'ambito dei criteri indicati dalla regione e sentite le catego­rie interessate a coordinare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubbli­ci, nonché, previo accordo con i responsabili territo­rialmente competenti delle amministrazioni interes­sate, degli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, considerando i biso­gni delle diverse fasce di popolazione interessate, con particolare riguardo alle esigenze delle persone che lavorano.

Al Sindaco, oltre alle competenze di legge, sono assegnate dal presente Statuto e dai regolamenti at­tribuzioni quale organo di amministrazione, di vigi­lanza e poteri di autorganizzazione delle competenze connesse all'ufficio.

 

ART.17

Attribuzioni di amministrazione

I1 Sindaco ha la rappresentanza generale dell’en­te, può delegare le sue funzioni o parte di esse ai sin­goli Assessori o Consiglieri ed è l'organo responsabile dell'amministrazione del Comune; in particolare il Sindaco:

a) dirige e coordina l'attività politica e amministrativa del Comune nonché l'attività della Giunta e dei singoli Assessori;

b) promuove e assume iniziative per concludere ac­cordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge, sentito il Consiglio Comunale;

c) adotta le ordinanze contingibili e urgenti previste dalla legge;

d) nomina il Segretario Comunale, scegliendolo nell'apposito albo;

e) conferisce e revoca al Segretario Comunale, se lo ri­tiene opportuno, le funzioni di Direttore Generale nel caso in cui non sia stipulata la convenzione con altri Comuni per la nomina del Direttore;

f) nomina i Responsabili degli uffici e dei servizi, at­tribuisce gli incarichi dirigenziali e quelli di colla­borazione esterna, in base a esigenze effettive e verificabili.

g) Nomina il Direttore Generale previa deliberazione della Giunta Comunale.

 

ART. 18

Attribuzioni di vigilanza

Il Sindaco nell'esercizio delle sue funzioni di vigi­lanza acquisisce direttamente presso tutti gli uffici e servizi le informazioni e gli atti, anche riservati, e può disporre l'acquisizione di atti, documenti e infor­mazioni presso le aziende speciali, le istituzioni e le società per azioni, appartenenti all'ente, tramite i rappresentanti legali delle stesse, informandone il Consiglio Comunale.

Egli compie gli atti conservativi dei diritti del Co­mune e promuove, direttamente o avvalendosi del Segretario Comunale o del direttore se nominato, le indagini e le verifiche amministrative sull'intera attività del Comune.

Il Sindaco promuove e assume iniziative atte ad assicurare che uffici, servizi, aziende speciali, istitu­zioni e società appartenenti al comune, svolgano le loro attività secondo gli obiettivi indicati dal Consiglio e in coerenza con gli indirizzi attuativi espressi dalla Giunta.

 

ART. 19

Attribuzioni di organizzazione

Il Sindaco nell'esercizio delle sue funzioni di or­ganizzazione:

a) stabilisce gli argomenti all'ordine del giorno delle sedute del Consiglio Comunale, ne dispone la con­vocazione e lo presiede. Provvede alla convocazione quando la richiesta è formulata da un quinto dei Consiglieri.

b) esercita i poteri di polizia nelle adunanze consilia­ri e negli organismi pubblici di partecipazione po­polare dal Sindaco presieduti, nei limiti previsti dalle leggi;

c) propone argomenti da trattare in Giunta, ne di­spone la convocazione e la presiede;

d) riceve le interrogazioni e le mozioni da sottoporre al Consiglio in quanto di competenza consiliare.

 

ART. 20

Vicesindaco

I1 Vicesindaco nominato tale dal Sindaco è l'As­sessore che ha la delega generale per l'esercizio di tutte le funzioni del Sindaco, in caso di assenza o im­pedimento di quest'ultimo.

I1 conferimento delle deleghe rilasciate agli As­sessori o Consiglieri, deve essere comunicato al Consi­glio e agli organi previsti dalla legge, nonché pubbli­cato all'albo pretorio.

 

ART. 21

Mozioni di sfiducia

Il voto del Consiglio Comunale contrario a una proposta del Sindaco o della Giunta non ne comporta le dimissioni.

I1 Sindaco e la Giunta cessano dalla carica nel ca­so di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio.

La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri as­segnati, senza computare a tal fine il Sindaco, e viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre 30 dalla sua presentazione. Se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del Consiglio e alla nomina di un Commissario, ai sensi delle leggi vigenti.

 

ART. 22

Dimissioni e impedimento permanente del Sindaco

Le dimissioni comunque presentate dal Sindaco al Consiglio diventano irrevocabili decorsi 20 giorni dalla loro presentazione. Trascorso tale termine, si procede allo scioglimento del Consiglio, con conte­stuale nomina di un Commissario.

L'impedimento permanente del Sindaco viene accertato da una commissione di 3 persone eletta dal Consiglio Comunale e composta da soggetti estra­nei al Consiglio, di chiara fama, nominati in relazione allo specifico motivo dell'impedimento.

La procedura per la verifica dell’impedimento viene attivata dal Vicesindaco o, in mancanza, dall'Assessore più anziano di età che vi provvede di intesa con i gruppi consiliari.

La commissione nel termine di 30 giorni dalla nomina relaziona al Consiglio sulle ragioni dell'impe­dimento.

Il Consiglio si pronuncia sulla relazione in sedu­ta pubblica, salvo sua diversa determinazione, anche su richiesta della commissione, entro dieci giorni dal­la presentazione.

 

ART. 23

Giunta comunale

La Giunta è organo di impulso e di gestione am­ministrativa, collabora col Sindaco al governo del Co­mune e impronta la propria attività ai principi della trasparenza e dell'efficienza.

La Giunta adotta tutti gli atti idonei al rag­giungimento degli obiettivi e delle finalità dell'ente nel quadro degli indirizzi generali e in attuazione delle decisioni fondamentali approvate dal Consiglio Comunale. In particolare, la Giunta esercita le fun­zioni di indirizzo politico-amministrativo, definen­do gli obiettivi e i programmi da attuare e adottan­do gli altri atti rientranti nello svolgimento di tali funzioni, e verifica la rispondenza dei risultati dell'attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti.

La Giunta riferisce annualmente al Consiglio Co­munale sulla sua attività.

 

ART. 24

Composizione

La Giunta è composta dal Sindaco e da 6 Asses­sori di cui uno è investito della carica di Vicesindaco.   

Gli Assessori sono scelti normalmente tra i Con­siglieri; possono tuttavia essere nominati anche As­sessori esterni al Consiglio, purché dotati dei requisi­ti di eleggibilità e in possesso di particolare competenza ed esperienza tecnica, amministrativa o professionale.

 

ART. 25

Nomina

I1 Vicesindaco e gli altri componenti della Giunta sono nominati dal Sindaco e presentati al Consiglio Comunale nella prima seduta successiva alle elezioni.

Il Sindaco può revocare uno o più Assessori dan­done motivata comunicazione al Consiglio e deve so­stituire entro 15 giorni gli Assessori dimissionari.

Le cause di incompatibilità, la posizione e lo sta­to giuridico degli Assessori nonché gli istituti della decadenza e della revoca sono disciplinati dalla leg­ge; non possono comunque far parte della giunta coloro che abbiano tra loro o con il Sindaco rapporti di parentela entro il terzo grado, di affinità di primo grado, di affiliazione e i coniugi.

Salvi i casi di revoca da parte del Sindaco la Giun­ta rimane in carica fino al giorno della proclamazione degli eletti in occasione del rinnovo del Consiglio Co­munale.

 

ART. 26

Funzionamento della Giunta

La giunta è convocata e presieduta dal Sindaco, che coordina e controlla l'attività degli Assessori e stabilisce l'ordine del giorno delle riunioni, anche te­nuto conto degli argomenti proposti dai singoli As­sessori.

Le modalità di convocazione e di funzionamento della Giunta sono stabilite in modo informale dal­la stessa.

Le sedute sono valide se sono presenti 4 com­ponenti e le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti.

 

ART. 27

Competenze

La Giunta collabora con il Sindaco nell'ammini­strazione del Comune e compie gli atti che, ai sensi di legge o del presente Statuto, non siano riservati al Consiglio e non rientrino nelle competenze attribuite al Sindaco, al Segretario Comunale, al Direttore o ai Responsabili dei servizi comunali.

La Giunta opera in modo collegiale, dà attuazione agli indirizzi generali espressi dal Consiglio e svol­ge attività propositiva e di impulso nei confronti del­lo stesso.

La Giunta, in particolare, nell'esercizio delle at­tribuzioni di governo e delle funzioni organizzative:

a) propone al Consiglio i regolamenti;

b) approva i progetti, i programmi esecutivi e tutti i provvedimenti che non comportano impegni di spesa sugli stanziamenti di bilancio e che non sia­no riservati dalla legge o dal regolamento di con­tabilità ai responsabili dei servizi comunali;

c) elabora le linee di indirizzo e predispone le propo­ste di provvedimenti da sottoporre alle determi­nazioni del consiglio;

d) assume attività di iniziativa, di impulso e di rac­cordo con gli organi di partecipazione e decentra­mento;

e) nomina i membri delle commissioni per i concorsi pubblici su proposta del Responsabile del servizio interessato;

f) propone i criteri generali per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e vantaggi economici di qualunque genere a enti e persone;

g) approva i regolamenti sull’ordinamento degli uffici e dei servizi nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal Consiglio;

h) dispone l’accettazione o il rifiuto di lasciti e donazioni;

i) esercita, previa determinazione dei costi e indivi­duazione dei mezzi, funzioni delegate dalla pro­vincia, regione e stato quando non espressamente attribuite dalla legge e dallo Statuto ad altro orga­no;

j) approva gli accordi di contrattazione decentrata;

k) decide in ordine alle controversie sulle competenze funzionali che potrebbero sorgere tra gli organi gestionali dell'ente;

l) fissa, ai sensi del regolamento e degli accordi decentrati, i parametri, gli standard e i carichi fun­zionali di lavoro per misurare la produttività dell'apparato, sentito il Direttore generale;

m) determina, sentiti i Revisori dei Conti, i misuratori e i modelli di rilevazione del controllo interno di gestione;

n) approva il P.E.G. su proposta del Direttore genera­le;

o) propone i criteri per la nomina di avvocati, professionisti, etc.;

p) decide se resistere o meno ad una azione giudiziaria qualunque sia la magistratura giudicante ed il grado di appello autorizzando il Sindaco a stare in giudizio.

 

TITOLO II - Istituti di partecipazione e diritti dei cittadini

 

CAPO I

Partecipazione e decentramento

 

ART. 28

Partecipazione popolare

Il Comune promuove e tutela la partecipazione dei cittadini, singoli o associati, all'amministrazione dell'ente al fine dì assicurarne il buon andamento, l'imparzialità e la trasparenza.

La partecipazione popolare si esprime attraver­so l'incentivazione delle forme associative e di volon­tariato e il diritto dei singoli cittadini a intervenire nel procedimento amministrativo.

 

 

CAPO II

Associazionismo e volontariato

 

ART.29

Associazionismo

I1 Comune riconosce e promuove le forme di asso­ciazionismo presenti sul proprio territorio.

A tal fine, la Giunta Comunale, a istanza delle in­teressate, registra le associazioni che operano sul territorio comunale, ivi comprese le sezioni locali di associazioni a rilevanza sovracomunale.

Allo scopo di ottenere la registrazione è necessa­rio che l’associazione depositi in Comune copia dello Statuto e comunichi la sede e il nominativo del legale rappresentante.

Non è ammesso il riconoscimento di associazioni segrete o aventi caratteristiche non compatibili con indirizzi generali espressi dalla Costituzione, dalle norme vigenti e dal presente Statuto.

Le associazioni registrate devono presentare an­nualmente il loro bilancio.

 

ART. 30

Diritti delle associazioni

Ciascuna associazione registrata ha diritto, per il tramite del legale rappresentante o suo delegato, di accedere ai dati di cui è in possesso l'amministrazio­ne e di essere consultata, a richiesta, in merito alle iniziative dell'ente nel settore in cui essa opera.

 

ART. 31

Contributi alle associazioni

I1 Comune può erogare alle associazioni, con esclusione dei partiti politici, contributi economici da destinarsi allo svolgimento dell'attività associativa.

I1 Comune può altresì mettere a disposizione del­le associazioni, di cui al comma precedente, a titolo di contributi in natura, strutture, beni o servizi in modo gratuito.

Le modalità di erogazione dei contributi o di go­dimento delle strutture, beni o servizi dell'ente è sta­bilita in apposito regolamento, in modo da garantire a tutte le associazioni pari opportunità.

I1 Comune può gestire servizi in collaborazione con le associazioni di volontariato riconosciute a li­vello nazionale e inserite nell'apposito albo regiona­le, l'erogazione dei contributi e le modalità della col­laborazione verranno stabilite in apposito regola­mento.

Le associazioni che hanno ricevuto contributi in denaro o natura dall'ente devono redigere al termine di ogni anno apposito rendiconto che ne evidenzi l'im­piego.

 

ART. 32

Volontariato

I1 Comune promuove forme di volontariato per un coinvolgimento della popolazione in attività volte al miglioramento della qualità della vita personale, civile e sociale, in particolare delle fasce in costante rischio di emarginazione, nonché per la tutela dell'ambiente.

Il Comune garantisce che le prestazioni di atti­vità volontarie e gratuite nell'interesse collettivo e ritenute di importanza generale abbiano i mezzi ne­cessari per la loro migliore riuscita e siano tutelate sotto l'aspetto infortunistico.

 

CAPO III

Modalità di partecipazione

 

ART. 33

Consultazioni

L'Amministrazione Comunale può indire con­sultazioni della popolazione allo scopo di acquisi­re pareri e proposte in merito all'attività ammi­nistrativa.

 

ART. 34

Petizioni

Chiunque, anche se non residente nel terri­torio comunale, può rivolgersi in forma collettiva agli organi dell'amministrazione per sollecitarne l'intervento su questioni di interesse comune o per esporre esigenze di natura collettiva.   -

La raccolta di adesioni può avvenire senza formalità di sorta in calce al testo comprendente le richieste che sono rivolte all'Amministrazione.

La petizione è inoltrata al Sindaco il quale, entro 30    giorni, la assegna in esame all'organo competente e ne invia copia ai gruppi presenti in Consiglio Comunale.

Se la petizione è sottoscritta da almeno 200 persone l'organo competente deve pronunciarsi in merito entro 30 giorni dal ricevimento.

 

ART. 35

Proposte

Qualora un numero di elettori del Comune non inferiore a 50 avanzi al Sindaco proposte per l'adozione di atti amministrativi di compe­tenza dell'ente e tali proposte siano sufficientemente dettagliate in modo da non lasciare dubbi sulla natura dell'atto e il suo contenuto dispositi­vo, il Sindaco,  sottopone la proposta   all'or­gano competente e ai gruppi presenti in Consiglio Comunale entro 60 giorni dal ricevimento.

L'organo competente può sentire i proponen­ti e deve adottare le sue determinazioni in via for­male entro 30 giorni dal ricevimento della propo­sta.

 

ART. 36

Accesso agli atti

Ciascun cittadino ha libero accesso alla consultazione ­degli atti dell'amministrazione comunale e dei soggetti, anche privati, che gestiscono servizi pubblici.

Possono essere sottratti alla consultazione sol­tanto gli atti che esplicite disposizioni legislative di­chiarano riservati o sottoposti a limiti di divulga­zione.

La consultazione degli atti di cui al primo com­ma, deve avvenire senza particolari formalità, con richiesta motivata dell'interessato, nei tempi stabi­liti da apposito regolamento.

In caso di diniego da parte dell'impiegato o fun­zionario che ha in deposito l'atto l'interessato può rinnovare la richiesta per iscritto al Sindaco del Co­mune, che deve comunicare le proprie determina­zioni in merito entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta stessa.

In caso di diniego devono essere esplicitamen­te citati gli articoli di legge che impediscono la di­vulgazione dell'atto richiesto.

I1 regolamento stabilisce i tempi e le modalità per l'esercizio dei diritti previsti nel presente arti­colo.

 

ART. 37

Diritto di informazione

Tutti gli atti dell'amministrazione, a esclusio­ne di quelli aventi destinatario determinato, sono pubblici e devono essere adeguatamente pubbliciz­zati.

La pubblicazione avviene, di norma, mediante affissione in apposito spazio, facilmente accessibile a tutti, situato nell'atrio del palazzo comunale e su indicazione del Sindaco in appositi spazi, a ciò de­stinati ed assegnati alle pubbliche affissioni, nelle vie e piazze.

L'affissione viene curata dal Segretario Comu­nale che si avvale di un messo e, su attestazione di questi, certifica l'avvenuta pubblicazione.

Gli atti aventi destinatario determinato devo­no essere notificati all'interessato.

Le ordinanze, i conferimenti di contributi a en­ti e associazioni devono essere pubblicizzati mediante affissione.

Inoltre, per gli atti più importanti, individuati nel regolamento, deve essere disposta l'affissione negli spazi pubblicitari e ogni altro mezzo necessa­rio a darne opportuna divulgazione.

 

ART 38

Istanze

Chiunque, singolo o associato, può rivolgere al Sindaco interrogazioni in merito a specifici proble­mi o aspetti dell'attività amministrativa.

La risposta all'interrogazione deve essere mo­tivata e fornita entro 30 giorni dall'interrogazione.

 

CAPO IV

Procedimento amministrativo

 

ART. 39

Diritto di intervento nei procedimenti

Chiunque sia portatore di un diritto odi un in­teresse legittimo coinvolto in un procedimento am­ministrativo ha facoltà di intervenirvi, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge o dal regolamento.

L'Amministrazione Comunale deve rendere pubblico il nome del funzionario responsabile del­la procedura, di colui che è delegato ad adottare le decisioni in merito e il termine entro cui le deci­sioni devono essere adottate.

 

ART. 40

Procedimenti ad istanza di parte

Nel caso di procedimenti ad istanza di parte il soggetto che ha presentato l'istanza può chiedere di essere sentito dal funzionario o dall'ammini­stratore che deve pronunciarsi in merito.

I1 funzionario o l'amministratore devono sen­tire l'interessato entro 30 giorni dalla richiesta o nel termine inferiore stabilito dal regolamento.

Ad ogni istanza rivolta a ottenere l'emanazio­ne di un atto o provvedimento amministrativo de­ve essere data opportuna risposta per iscritto nel termine stabilito dal regolamento.

Nel caso l'atto o provvedimento richiesto pos­sa incidere negativamente su diritti o interessi le­gittimi di altri soggetti il Funzionario responsabile deve dare loro comunicazione della richiesta rice­vuta.

Tali soggetti possono inviare all'amministra­zione istanze, memorie, proposte o produrre docu­menti entro 15 giorni dal ricevimento della comu­nicazione.

 

ART. 41

Procedimenti a impulso di ufficio

Nel caso di procedimenti ad impulso d'ufficio il Funzionario responsabile deve darne comunica­zione ai soggetti i quali siano portatori di diritti od interessi legittimi che possano essere pregiudicati dall'adozione dell'atto amministrativo, indicando il termine non minore di 15 giorni, salvo i casi di particolare urgenza individuati dal regolamento, entro il quale gli interessati possono presentare istanze, memorie, proposte o produrre documenti.

I soggetti interessati possono, altresì, nello stesso termine chiedere di essere sentiti personal­mente dal Funzionario responsabile o dall'ammini­stratore che deve pronunciarsi in merito.

Qualora per l'elevato numero degli interessati sia particolarmente gravosa la comunicazione personale di cui al primo comma è consentito so­stituirla con la pubblicazione all’Albo e negli appositi spazi.

 

ART. 42

Determinazione del contenuto dell'atto

Nei casi previsti dai due articoli precedenti, e sempre che siano state puntualmente osservate le procedure ivi previste, il contenuto volitivo dell'at­to può risultare da un accordo tra il soggetto pri­vato interessato e la Giunta Comunale o il Responsabile dell’Area.

In tal caso è necessario che ditale accordo sia dato atto nella premessa e che il contenuto dell'ac­cordo medesimo sia comunque tale da garantire il pubblico interesse e l'imparzialità dell'ammini­strazione.

 

TITOLO III - Attività amministrativa

 

ART. 43

Obiettivi dell'attività amministrativa

I1         Comune informa la propria attività ammi­nistrativa ai principi di democrazia, di partecipa­zione, di trasparenza, di efficienza, di efficacia, di economicità e di semplicità delle procedure.

Gli organi istituzionali del Comune e i dipen­denti Responsabili dei servizi sono tenuti a prov­vedere sulle istanze degli interessati nei modi e nei termini stabiliti dalla legge, dal presente Statuto e dai regolamenti di attuazione.

I1         Comune, allo scopo di soddisfare le esigenze dei cittadini, attua le forme di partecipazione pre­viste dal presente statuto, nonché forme di coope­razione con altri comuni e con la provincia.

 

ART. 44

Servizi pubblici comunali

I1         Comune può istituire e gestire servizi pub­blici che abbiano per oggetto produzione di beni e servizi o l'esercizio di attività rivolte a perseguire fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile della comunità locale.

I           servizi da gestirsi con diritto di privativa so­no stabiliti dalla legge.

 

ART. 45

Forme di gestione dei servizi pubblici

Il Consiglio Comunale può deliberare l'istitu­zione e l'esercizio dei pubblici servizi nelle seguenti forme:

a) in economia, quando per le modeste dimensioni o per le caratteristiche del servizio, non sia op­portuno costituire un'istituzione o un'azienda;

b) in concessione a terzi quando esistano ragioni tecniche, economiche e di opportunità sociale;

c) a mezzo di azienda speciale, anche per la gestione di più servizi di rilevanza economica e im­prenditoriale;

d) a mezzo di istituzione, per l'esercizio di servizi sociali senza rilevanza imprenditoriale;

e) a mezzo di società per azioni o a responsabilità limitata a prevalente capitale pubblico, qualo­ra si renda opportuna, in relazione alla natura del servizio da erogare, la partecipazione di al­tri soggetti pubblici e privati;

f) a mezzo di convenzioni, consorzi, accordi di pro­gramma, unioni di comuni nonché in ogni altra forma consentita dalla legge.

Il Comune può partecipare a società per azio­ni, a prevalente capitale pubblico per la gestione di servizi che la legge non riserva in via esclusiva al Comune.

I1         Comune può altresì dare impulso e parteci­pare, anche indirettamente, ad attività economi­che connesse ai suoi fini istituzionali avvalendosi dei principi e degli strumenti di diritto comune.

I           poteri, a eccezione del referendum, che il pre­sente Statuto riconosce ai cittadini nei confronti de­gli atti del Comune sono estesi anche agli atti del­le aziende speciali, delle istituzioni e delle società di capitali a maggioranza pubblica.

 

ART. 46

Aziende speciali

I1         Consiglio Comunale può deliberare la costi­tuzione di aziende speciali, dotate di personalità giuridica e di autonomia gestionale e imprendito­riale, e ne approva lo Statuto.

Le aziende speciali informano la loro attività a criteri di trasparenza, di efficacia, di efficienza e di economicità e hanno l'obbligo del pareggio fi­nanziario ed economico da conseguire attraverso l'equilibrio dei costi e dei ricavi, ivi compresi i tra­sferimenti.

I           servizi di competenza delle aziende speciali possono essere esercitati anche al di fuori del ter­ritorio comunale, previa stipulazione di accordi te­si a garantire l'economicità e la migliore qualità dei servizi.

 

ART. 47

Struttura delle aziende speciali

Lo Statuto delle aziende speciali ne disciplina la struttura, il funzionamento, le attività e i con­trolli.

Sono organi delle aziende speciali il consiglio di amministrazione, il presidente, il direttore e il collegio di revisione.

I1         presidente e gli amministratori delle azien­de speciali sono nominati dal Sindaco fra le perso­ne in possesso dei requisiti di eleggibilità a consi­gliere comunale dotate di speciale competenza tec­nica o amministrativa per studi compiuti, per fun­zioni esercitate presso aziende pubbliche o priva­te o per uffici ricoperti.

I1         direttore è assunto per pubblico concorso, salvo i casi previsti dal T.U. 2578/25 in presenza dei quali si può procedere alla chiamata diretta.

I1         Consiglio Comunale provvede alla nomina del collegio dei revisori dei conti, conferisce il capitale di dotazione e determina gli indirizzi e le finalità dell'amministrazione delle aziende, ivi compresi i criteri generali per la determinazione delle tariffe per la fruizione dei beni o servizi.

I1 Consiglio Comunale approva altresì i bilanci annuali e pluriennali, i programmi e il conto con­suntivo delle aziende speciali ed esercita la vigi­lanza sul loro operato.

Gli amministratori delle aziende speciali pos­sono essere revocati soltanto per gravi violazioni di legge, documentata inefficienza o difformità ri­spetto agli indirizzi e alle finalità dell'ammini­strazione approvate dal Consiglio Comunale,

 

ART. 48

Istituzioni

Le istituzioni sono organismi strumentali del Comune privi di personalità giuridica ma dotate di autonomia gestionale.

Sono organi delle istituzioni il consiglio di am­ministrazione, il presidente e il direttore.

Gli organi dell'istituzione sono nominati dal Sindaco che può revocarli per gravi violazioni di legge, per documentata inefficienza o per diffor­mità rispetto agli indirizzi e alle finalità dell'am­ministrazione.

I1 Consiglio Comunale determina gli indirizzi e le finalità dell'amministrazione delle istituzioni, ivi compresi i criteri generali per la determinazione delle tariffe per la fruizione dei beni o servizi, ap­prova i bilanci annuali e pluriennali, i programmi e il conto consuntivo delle aziende speciali ed eser­cita la vigilanza sul loro operato.

I1 consiglio di amministrazione provvede alla gestione dell'istituzione deliberando nell'ambito delle finalità e degli indirizzi approvati dal Consi­glio Comunale e secondo le modalità organizzative e funzionali previste nel regolamento

I1 regolamento può anche prevedere forme di partecipazione dei cittadini o degli utenti alla ge­stione o al controllo dell'istituzione.

 

ART. 49

Società per azioni o a responsabilità limitata

I1 Consiglio Comunale può approvare la parte­cipazione dell'ente a società per azioni o a respon­sabilità limitata per la gestione di servizi pubbli­ci, eventualmente provvedendo anche alla loro co­stituzione.

Nel caso di servizi pubblici di primaria im­portanza la partecipazione del Comune, unitamen­te a quella di altri eventuali enti pubblici, dovrà essere obbligatoriamente maggioritaria.

L'atto costitutivo, lo Statuto o l'acquisto di quo­te o azioni devono essere approvati dal Consiglio Co­munale e deve in ogni caso essere garantita la rap­presentatività dei soggetti pubblici negli organi di amministrazione.

Il Comune sceglie i propri rappresentanti tra soggetti di specifica competenza tecnica e profes­sionale e nel concorrere agli atti gestionali consi­dera gli interessi dei consumatori e degli utenti.

I           Consiglieri Comunali non possono essere nominati nei consigli di amministrazione delle società per azioni o a responsabilità limitata.

I1         Sindaco o un suo delegato partecipa all'as­semblea dei soci in rappresentanza dell'ente.

I1         Consiglio Comunale provvede a verificare an­nualmente l'andamento della società per azioni o a responsabilità limitata e a controllare che l'inte­resse della collettività sia adeguatamente tutelato nell'ambito dell'attività esercitata dalla società medesima.

 

ART. 50

Convenzioni

I1         Consiglio Comunale, su proposta della Giun­ta, delibera apposite convenzioni da stipularsi con amministrazioni statali, altri enti pubblici o con privati al fine di fornire in modo coordinato servi­zi pubblici.

Le convenzioni devono stabilire i fini, la du­rata, le forme di consultazione degli enti contraenti, i loro rapporti finanziari e i reciproci obblighi e ga­ranzie.

 

ART. 51

Consorzi

I1         Comune può partecipare alla costituzione di consorzi con altri enti locali per la gestione asso­ciata di uno o più servizi secondo le norme previ­ste per le aziende speciali in quanto applicabili.

A questo fine il Consiglio Comunale approva, a maggioranza assoluta dei componenti, una con­venzione ai sensi del precedente articolo, unita­mente allo statuto del consorzio.

La convenzione deve prevedere l'obbligo a ca­rico del consorzio della trasmissione al comune de­gli atti fondamentali che dovranno essere pubbli­cati all’Albo Pretorio e negli appositi spazi.

I1         Sindaco o un suo delegato fa parte dall'as­semblea del consorzio con responsabilità pari alla quota di partecipazione fissata dalla convenzione e dallo statuto del consorzio.

 

ART. 52

Accordi di programma

Il Sindaco per la definizione e l'attuazione di opere, di interventi o di programmi di intervento che richiedono, per la loro completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata del Comune e di al­tri soggetti pubblici, in relazione alla competenza primaria o prevalente del comune sull'opera o su­gli interventi o sui programmi di intervento, pro­muove la conclusione di un accordo di programma per assicurare il coordinamento delle azioni e per determinarne i tempi, le modalità, il finanziamento e ogni altro connesso adempimento.

L'accordo di programma, consistente nel con­senso unanime del presidente della regione, del pre­sidente della provincia, dei sindaci delle ammini­strazioni interessate viene definito in un'apposita conferenza la quale provvede altresì all'approva­zione formale dell'accordo stesso ai sensi dell'art.27, comma 4, della legge 8 giugno 1990 n. 142, mo­dificato dall'art.17, comma 9, della legge n. 127/97.

Qualora l'accordo sia adottato con decreto del presidente della regione e comporti variazioni de­gli strumenti urbanistici, l'adesione del sindaco al­lo stesso deve essere ratificata dal Consiglio Comu­nale entro 30 giorni a pena di decadenza.

 

TITOLO IV - Uffici e personale

 

CAPO I

Uffici

 

ART. 53

Principi strutturali e organizzativi

L'amministrazione del Comune si esplica mediante il perseguimento di obiettivi specifici e de­ve essere improntata ai seguenti principi:

a) un'organizzazione del lavoro per progetti, obiet­tivi e programmi;

b) l'analisi e l'individuazione delle produttività e dei carichi funzionali di lavoro e del grado di ef­ficacia dell'attività svolta da ciascun elemento dell'apparato;

c) l'individuazione di responsabilità strettamente collegata all'ambito di autonomia decisionale dei soggetti;

d) il superamento della separazione rigida delle competenze nella divisione del lavoro e il con­seguimento della massima flessibilità delle strutture e del personale e della massima colla­borazione tra gli uffici.

 

ART.  54

Organizzazione degli uffici e del personale

I1         Comune disciplina con appositi atti la dota­zione organica del personale e, in conformità alle norme del presente statuto, l'organizzazione degli uffici e dei servizi sulla base della distinzione tra funzione politica e di controllo attribuita al Consi­glio Comunale, al Sindaco e alla Giunta e funzione di gestione amministrativa attribuita al direttore generale e ai responsabili degli uffici e dei servizi.

Gli uffici sono organizzati secondo i principi di autonomia, trasparenza ed efficienza e criteri di funzionalità, economicità di gestione e flessibilità della struttura.

 I          servizi e gli uffici operano sulla base dell'in­dividuazione delle esigenze dei cittadini, ade­guando costantemente la propria azione ammini­strativa e i servizi offerti, verificandone la rispon­denza ai bisogni e l'economicità.

Gli orari dei servizi aperti al pubblico vengo­no fissati per il miglior soddisfacimento delle esi­genze dei cittadini.

 

ART. 55

Regolamento degli uffici e dei servizi

I1         Comune attraverso il regolamento di orga­nizzazione stabilisce le norme generali per l'orga­nizzazione e il funzionamento degli uffici e, in par­ticolare, le attribuzioni e le responsabilità di cia­scuna struttura organizzativa, i rapporti reciproci tra uffici e servizi e tra questi il direttore e gli organi amministrativi.

I regolamenti si uniformano al principio se­condo cui agli organi di governo è attribuita la fun­zione politica di indirizzo e di controllo, intesa co­me potestà di stabilire in piena autonomia obietti­vi e finalità dell'azione amministrativa in ciascun settore e di verificarne il conseguimento; al diret­tore e ai funzionari responsabili spetta, ai fini del perseguimento degli obiettivi assegnati, il compi­to di definire, congruamente con i fini istituziona­li, gli obiettivi più operativi e la gestione ammini­strativa, tecnica e contabile secondo principi di pro­fessionalità e responsabilità.

L'organizzazione del Comune si articola in unità operative che sono aggregate, secondo crite­ri di omogeneità, in strutture progressivamente più ampie chiamate aree.

Il Comune recepisce e applica gli accordi col­lettivi nazionali approvati nelle forme di legge e tutela la libera organizzazione sindacale dei di­pendenti stipulando con le rappresentanze sinda­cali gli accordi collettivi decentrati ai sensi delle norme di legge e contrattuali in vigore.

 

ART. 56

Diritti e doveri dei dipendenti

I           dipendenti comunali, inquadrati in ruoli or­ganici e ordinati secondo qualifiche funzionali in conformità alla disciplina generale sullo stato giu­ridico e il trattamento economico del personale sta­bilito dalla legge e dagli accordi collettivi naziona­li, svolgono la propria attività al servizio e nell'in­teresse dei cittadini.

Ogni dipendente comunale è tenuto ad assol­vere con correttezza e tempestività agli incarichi di competenza dei relativi uffici e servizi e, nel ri­spetto delle competenze dei rispettivi ruoli, a rag­giungere gli obiettivi assegnati. Egli è altresì di­rettamente responsabile verso il direttore, il re­sponsabile degli uffici e dei servizi e l'amministra­zione degli atti compiuti e dei risultati conseguiti nell'esercizio delle proprie funzioni.

I1         regolamento di ordinamento degli uffici e dei servizi, determina le condi­zioni e le modalità con le quali il comune promuo­ve l'aggiornamento e l'elevazione professionale del personale, assicura condizioni di lavoro idonee a preservarne la salute e l'integrità psicofisica e ga­rantisce pieno ed effettivo esercizio delle libertà e dei diritti sindacali.

L'approvazione dei ruoli dei tributi e dei ca­noni nonché la stipulazione, in rappresentanza dell'ente, dei contratti già approvati, compete al personale responsabile delle singole aree e dei di­versi servizi, nel rispetto delle direttive impartite dal sindaco, dal direttore e dagli organi collegiali.

I1         personale di cui al precedente comma prov­vede altresì al rilascio delle autorizzazioni com­merciali, di polizia amministrativa, nonché delle autorizzazioni, delle concessioni edilizie e alla pro­nuncia delle ordinanze di natura non contingibi­li e urgenti.

I1         regolamento di organizzazione individua forme e modalità di gestione della tecnostruttura co­munale.

 

CAPO II

Personale direttivo

 

ART. 57

Direttore generale

I1         Sindaco, previa delibera della Giunta Comu­nale, può nominare un Direttore generale, al di fuo­ri della dotazione organica e con un contratto a tem­po determinato, secondo i criteri stabiliti dal rego­lamento di organizzazione, dopo aver stipulato ap­posita convenzione tra comuni le cui popolazioni assommate raggiungano i 15 mila abitanti.

In tal caso il Direttore generale dovrà provve­dere alla gestione coordinata o unitaria dei servi­zi tra i Comuni interessati.

 

ART. 58

Compiti del direttore generale

I1         Direttore generale provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di go­verno dell'ente secondo le direttive che, a tale ri­guardo, gli impartirà il Sindaco.

I1 Direttore generale sovraintende alle gestio­ni dell'ente perseguendo livelli ottimali di efficacia ed efficienza tra i responsabili di servizio che allo stesso tempo rispondono nell'esercizio delle fun­zioni loro assegnate.

La durata dell'incarico non può eccedere quel­la del mandato elettorale del sindaco che può pre­cedere alla sua revoca previa delibera della giun­ta comunale nel caso in cui non riesca a raggiun­gere gli obiettivi fissati o quando sorga contrasto con le linee di politica amministrativa della giun­ta, nonché in ogni altro caso di grave opportunità.

Quando non risulta stipulata la convenzione per il servizio di direzione generale, le relative fun­zioni possono essere conferite dal Sindaco al Se­gretario Comunale.

 

ART. 59

Funzioni del direttore generale

I1         Direttore generale predispone la proposta di piano esecutivo di gestione e del piano dettagliato degli obiettivi previsto dalle norme della contabi­lità, sulla base degli indirizzi forniti dal Sindaco e dalla Giunta Comunale.

Egli in particolare esercita le seguenti funzio­ni:

a) individua le procedure necessarie per il raggiungimento dei fini indicati dagli organi politici di governo, e le Aree comunali competenti, assegnando i relativi compiti ai Responsabili di queste;     

b) sovraintende la gestione dell’Ente, perseguendo livelli ottimali di efficacia ed efficienza;

c) predispone il piano dettagliato degli obiettivi da perseguire, nonché la proposta di piano esecutivo di gestione;

d) definisce gli interventi necessari a migliorare l’efficienza e l’efficacia dei servizi, anche mediante l’individuazione di forme alternative di gestione;

e) elabora, con il concorso dei Responsabili di Area, la proposta di bilancio a budget, secondo le direttive impartite dal Sindaco;

f) sovraintende e coordina l’attività di programmazione operativa la cui gestione é attribuita ai Responsabili di Area, nonché l’attività dei Responsabili del procedimento;

g)         curare l’integrazione ed il coordinamento tra tutte le attività e tutti gli interventi delle strutture;

h)         esprimere pareri e proposte all’Amministrazione sull’impostazione del bilancio preventivo e dei piani pluriennali di investimenti;

i)          assicurare agli organi elettivi, coadiuvato dai Responsabili di  Area, il quadro conoscitivo sullo stato di attuazione dei programmi e degli indirizzi, ed assumere iniziative per consentirne il conseguimento, garantendo, al contempo, la sfera di autonomia gestionale dei Responsabili di  Area;

j)          proporre la promozione, resistenza, conciliazione e transazione delle liti;

k)         intrattenere rapporti con i consulenti, comunque incaricati, per questioni che interessino atti od operazioni rimessi alla loro competenza;

l)          convocare apposite riunioni, e costituire gruppi di lavoro, o diramare direttive, in materia organizzativa, sentiti i Responsabili di  Area interessati.

m) convocare e presiedere la Conferenza dei Responsabili di  Area e coordinare le altre iniziative volte a sviluppare l’interazione organizzativa

n)         definire i criteri sulla dotazione organica dell’Ente;

o)         definire le linee fondamentali di organizzazione degli Uffici, previa informazione alle rappresentanze sindacali, ispirando l’organizzazione ai criteri di cui al comma 1 dell’art.2 del decreto legislativo n. 29 del 1993;

p)         adottare misure per l'analisi e la valutazione dei costi dei singoli uffici, ai sensi dell'art.18, comma 1, D.Lgs. 29/93;

q)         determinare gli orari di servizio, di lavoro e di apertura al pubblico, previa informazione alle rappresentanze sindacali ed eventuale esame congiunto e nel rispetto dei criteri di cui agli artt. 2, comma 1 lett. 2), 17, comma 2, e 60, commi 1 e 2, del D.Lgs. 29/93, dei contratti collettivi, fatto salvo il potere di coordinamento del Sindaco di cui all'art.36, comma 3, della Legge 142/90;

r)         adottare le misure per l'interconnessione sia tra uffici della stessa amministrazione, che con altre amministrazioni ai sensi rispettivamente degli artt.2, comma 1 lett. c) e 11, comma 1, D.Lgs.29/93;

s)         proporre al Sindaco le misure sanzionatorie a carico dei Responsabili di  Area per responsabilità da mancato risultato;

t)          adottare gli atti di competenza dei Responsabili di  Area inadempienti, previa diffida;

u) esprimere pareri sul conferimento degli incarichi di responsabile di Area;

v) esercitare ogni altra competenza attribuitagli dal presente Regolamento.

 

ART. 60

Responsabili degli uffici e dei servizi

I Responsabili degli uffici e dei servizi sono in­dividuati nel regolamento di organizzazione.

I responsabili provvedono ad organizzare gli uf­fici e i servizi a essi assegnati in base alle indicazio­ni ricevute dal direttore generale se nominato, ov­vero dal segretario e secondo le direttive impartite dal sindaco e dalla giunta comunale.

Essi nell'ambito delle competenze loro asse­gnate provvedono a gestire l'attività dell'ente e ad attuare gli indirizzi e a raggiungere gli obiettivi in­dicati dal direttore, se nominato, dal Sindaco e dal­la Giunta Comunale.

 

ART. 61

Funzioni dei responsabili degli uffici e dei servizi

I Responsabili degli uffici e dei servizi stipulano in rappresentanza dell'ente i contratti già delibera­ti, approvano i ruoli dei tributi e dei canoni, gesti­scono le procedure di appalto e di concorso e prov­vedono agli atti di gestione finanziaria, ivi compre­sa l'assunzione degli impegni di spesa.

Essi provvedono altresì al rilascio delle auto­rizzazioni o concessioni e svolgono inoltre le se­guenti funzioni:

a) presiedono le commissioni di gara e di concorso, assumono le responsabilità dei relativi procedi­menti e propongono alla giunta la designazione degli altri membri;

b) rilasciano le attestazioni e le certificazioni;

c) emettono le comunicazioni, i verbali, le diffide e ogni altro atto costituente manifestazione di giu­dizio e di conoscenza, ivi compresi, per esempio, i bandi dì gara e gli avvisi di pubblicazione degli strumenti urbanistici;

d) provvedono alle autenticazioni e alle legalizza­zioni;

e) pronunciano le ordinanze di demolizione dei ma­nufatti abusivi e ne curano l'esecuzione;

f) emettono le ordinanze di ingiunzione di paga­mento di sanzioni amministrative e dispongono l'applicazione delle sanzioni accessorie nell'am­bito delle direttive impartite dal sindaco;

g) pronunciano le altre ordinanze previste da nor­me di legge o di regolamento a eccezione di quel­le di cui all'art.38 della legge n. 142/1990;

h) promuovono i procedimenti disciplinari nei con­fronti del personale a essi sottoposto e adottano le sanzioni nei limiti e con le procedure previste dalla legge e dal regolamento;

i) provvedono a dare pronta esecuzione alle delibe­razioni della giunta e del consiglio e alle diretti­ve impartite dal sindaco e dal direttore;

j) forniscono al direttore nei termini di cui al rego­lamento di contabilità gli elementi per la predi­sposizione della proposta di piano esecutivo di ge­stione;

k) autorizzano le prestazioni ai lavoro straordina­rio, le ferie, i recuperi, le missioni del personale dipendente secondo le direttive impartite dal direttore e dal sindaco;

l) concedono le licenze agli obiettori di coscienza in servizio presso il comune;

m) rispondono, nei confronti del Direttore generale, del mancato raggiungimento degli obiettivi loro assegnati.

I responsabili degli uffici e dei servizi possono delegare le funzioni che precedono al personale a es­si sottoposto, pur rimanendo completamente re­sponsabili del regolare adempimento dei compiti lo­ro assegnati.

I1 Sindaco può delegare ai Responsabili degli uf­fici e dei servizi ulteriori funzioni non previste dal­lo statuto e dai regolamenti, impartendo conte­stualmente le necessarie direttive per il loro corret­to espletamento.

 

ART. 62

Incarichi dirigenziali e di alta specializza­zione

I posti di Responsabile di Servizio o degli uffici di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione, possono essere ricoperti tramite contratti di lavoro a tempo determinato di diritto privato fermo restando i requisiti richiesti dalla qualifica da ricoprire.

L’Ente, nelle forme, con i li­miti e le modalità previste dalla legge; e dal re­golamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi, può deliberare al di fuori della dota­zione organica l'assunzione con contratto a tem­po determinato di personale dirigenziale o di alta specializzazione o funzionari dell’area direttiva, nel caso in cui tra i di­pendenti dell'ente non siano presenti analoghe professionalità.

I contratti a tempo determinato non pos­sono 'essere trasformati a tempo indetermina­to, salvo che non lo consentano apposite norme di legge.

La decisione di procedere alla stipula del contratto nei due casi sopracitati, spetta al Sindaco previa deliberazione della Giunta Comunale.

 

ART. 63

Collaborazioni esterne

I1 regolamento può prevedere collaborazioni esterne, ad alto contenuto di professionalità, con rapporto di lavoro autonomo per obiettivi determinati e con convenzioni a termine.

Le norme regolamentari per il conferimento degli incarichi di collaborazione a soggetti estra­nei all'amministrazione devono stabilirne la du­rata, che non potrà essere superiore alla dura­ta del programma, e i criteri per la determina­zione del relativo trattamento economico.

 

ART. 64

Ufficio di indirizzo e di controllo

Il regolamento può prevedere la costitu­zione di uffici posti alle dirette dipendenze del Sindaco, per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge, costituiti da dipendenti dell'ente o da collaboratori as­sunti a tempo determinato purché l'ente non sia dissestato e/o non versi nelle situazioni strut­turate deficitarie di cui all'art.45 del d.lgs. n. 504/92.

 

CAPO III

Il segretario comunale

 

ART. 65

Segretario comunale

I1         Segretario Comunale è nominato dal Sin­daco, da cui dipende funzionalmente ed è scel­to nell'apposito albo.

I1         Consiglio Comunale può approvare la sti­pulazione di convenzioni con altri comuni per la gestione consortile dell'ufficio del segretario comunale

Lo stato giuridico e il trattamento econo­mico del Segretario Comunale sono stabiliti dal­la legge e dalla contrattazione collettiva.

Il Segretario Comunale, nel rispetto delle direttive impartite dal Sindaco, presta consu­lenza giuridica agli organi del Comune e agli uffici.

 

ART. 66

Funzioni del segretario comunale

Il Segretario Comunale partecipa alle riu­nioni di Giunta e del Consiglio e ne redige i ver­bali che sottoscrive insieme al Sindaco.

I1 Segretario Comunale può partecipare a com­missioni di studio e di lavoro interne all'ente e, con l'autorizzazione del sindaco, a quelle ester­ne; egli, su richiesta, formula i pareri ed espri­me valutazioni di ordine tecnico-giuridico al Con­siglio, alla Giunta, al Sindaco.

I1 Segretario Comunale riceve dai Consiglie­ri le richieste di trasmissione delle deliberazio­ni della Giunta soggette a controllo eventuale del CORECO.

Egli presiede l'ufficio comunale per le ele­zioni in occasione delle consultazioni popolari e dei referendum e riceve le dimissioni del sinda­co, degli assessori o dei consiglieri nonché le pro­poste di revoca e la mozione di sfiducia.

Il Segretario Comunale roga i contratti del Comune, nei quali l'ente è parte, quando non sia necessaria l'assistenza di un notaio, e autentica le scritture private e gli atti unilaterali nell'in­teresse dell'ente, ed esercita infine ogni altra funzione attribuitagli dallo statuto o dal regola­mento conferitagli dal Sindaco.

 

CAPO V

Finanza e contabilità

 

ART. 67

Ordinamento

L'ordinamento della finanza del comune è riservato alla legge e, nei limiti da essa previ­sti, dal regolamento.

Nell'ambito della finanza pubblica il Comu­ne è titolare di autonomia finanziaria fondata su certezza di risorse proprie e trasferite.

Il Comune, in conformità delle leggi vigenti in materia, è altresì titolare di potestà imposi­tiva autonoma nel campo delle imposte, delle tas­se e delle tariffe, ed ha un proprio demanio e pa­trimonio.

 

ART. 68

Attività finanziaria del Comune

Le entrate finanziarie del Comune sono co­stituite da imposte proprie, addizionali e com­partecipazioni ad imposte erariali e regionali, tasse e diritti per servizi pubblici, trasferimenti erariali, trasferimenti regionali, altre entrate proprie anche di natura patrimoniale, risorse per investimenti e da ogni altra entrata stabilita per legge o regolamento.

I trasferimenti erariali sono destinati a ga­rantire i servizi pubblici comunali indispensabi­li; le entrate fiscali finanziano i servizi pubblici ritenuti necessari per lo sviluppo della comunità e integrano la contribuzione erariale per l'ero­gazione dei servizi pubblici indispensabili.

Nell'ambito delle facoltà concesse dalla leg­ge il comune istituisce, sopprime e regolamenta, con deliberazione consiliare, imposte, tasse e ta­riffe.

Il Comune applica le imposte tenendo conto della capacità contributiva dei soggetti passivi secondo i principi di progressività stabiliti dal­la Costituzione e applica le tariffe in modo da privilegiare le categorie più deboli della popola­zione.

 

ART. 69

Bilancio comunale

L'ordinamento contabile del Comune è ri­servato alla legge dello stato e, nei limiti da que­sta fissati, al regolamento di contabilità.

La gestione finanziaria del comune si svol­ge in base al bilancio annuale di previsione re­datto in termini di competenza, deliberato dal consiglio comunale entro il termine stabilito dal regolamento, osservando i principi dell'univer­salità, unità, annualità, veridicità, pubblicità, dell'integrità e del pareggio economico e finan­ziario.

Il bilancio e gli allegati prescritti dalla leg­ge devono essere redatti in modo da consentir­ne la lettura per programmi, servizi e interven­ti.

Gli impegni di spesa, per essere efficaci, devono contenere il visto di regolarità contabile at­testante la relativa copertura finanziaria da par­te del responsabile del servizio finanziario. L'ap­posizione del visto rende esecutivo l'atto adotta­to.

 

ART. 70

Rendiconto della gestione

I fatti gestionali sono rilevati mediante con­tabilità finanziaria ed economica e dimostrati nel rendiconto comprendente il conto del bilan­cio, il conto economico e il conto del patrimonio.

Il rendiconto è deliberato dal consiglio co­munale entro il 30 giugno dell'anno successivo.

La giunta comunale allega al rendiconto una relazione illustrativa con cui esprime le valuta­zioni di efficacia dell'azione condotta sulla base dei risultati conseguiti in rapporto ai program­mi e ai costi sostenuti, nonché la relazione del collegio dei revisori dei conti.

 

ART. 71

Attività contrattuale

Il Comune, per il perseguimento dei suoi fi­ni istituzionali, provvede mediante contratti agli appalti di lavori, alle forniture di beni e servizi, alle vendite, agli acquisti a titolo oneroso, alle permute e alle locazioni.

La stipulazione dei contratti deve essere pre­ceduta dalla determinazione del responsabile pro­cedimento di spesa.

La determinazione deve indicare il fine che con il contratto si intende perseguire, l'oggetto, la forma e le clausole ritenute essenziali nonché le modalità di scelta del contraente in base alle disposizioni vigenti.

 

ART. 72

Revisore dei conti

Il Consiglio Comunale elegge, il revisore dei conti, secondo i crite­ri stabiliti dalla legge.

Il revisore ha diritto di accesso agli atti e documenti dell'ente, dura in carica tre anni, è rieleggibile per una sola vol­ta ed è revocabile per inadempienza nonché quan­do ricorrono gravi motivi che influiscono nega­tivamente sull'espletamento del mandato.

Il revisore collabora con il Consiglio Comunale nella sua funzione di controllo e di indirizzo, esercita la vigilanza sul­la regolarità contabile e finanziaria della gestione dell'ente e attesta la corrispondenza del rendi­conto alle risultanze della gestione, redigendo apposita relazione, che accompagna la proposta di deliberazione consiliare del rendiconto del bi­lancio.

Nella relazione di cui al precedente comma il revisore esprime rilievi e proposte tendenti a conseguire una migliore efficienza, ­produttività ed economicità della gestione.

Il revisore, ove riscontri gravi irregolarità nella gestione dell'ente, ne ri­ferisce immediatamente al consiglio.

Il revisore risponde del­la verità delle sue attestazioni e adempie ai do­veri con la diligenza del mandatario e del buon padre di famiglia.

 

ART. 73

Tesoreria

Il Comune ha un servizio di tesoreria che comprende:

a) la riscossione di tutte le entrate, di pertinen­za comunale, versate dai debitori in base ad ordini di incasso e liste di carico e dal con­cessionario del servizio di riscossione dei tri­buti;

b)         la riscossione di qualsiasi altra somma spet­tante di cui il tesoriere è tenuto a dare co­municazione all'ente entro     giorni;

c) il pagamento delle spese ordinate mediante mandati di pagamento nei limiti degli stan­ziamenti di bilancio e dei fondi di cassa di­sponibili;

d) il pagamento, anche in mancanza dei relativi mandati, delle rate di ammortamento di mu­tui, dei contributi previdenziali e delle altre somme stabilite dalla legge.

I rapporti del comune con il tesoriere sono regolati dalla legge, dal regolamento di contabi­lità nonché da apposita convenzione.

 

TITOLO VI - Disposizioni diverse

 

ART. 74

Iniziativa per il mutamento delle circoscrizio­ni provinciali

Il Comune esercita l'iniziativa per il muta­mento delle circoscrizioni provinciali di cui all'art.133 della Costituzione, osservando le norme ema­nate a tal fine dalla regione.

L'iniziativa deve essere assunta con delibe­razione approvata a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.

 

ART. 75

Pareri obbligatori

I1 Comune è tenuto a chiedere i pareri pre­scritti da qualsiasi norma avente forza di legge ai fini della programmazione, progettazione ed esecuzione di opere pubbliche, ai sensi dell'art.16, commi 1-4, della legge 7 agosto 1990 n. 241, sostituito dall'art.17, comma' 24, della legge 127/97.

Decorso infruttuosamente il termine di 45 giorni, il comune può prescindere dal parere.

ART.76

Sanzioni

            Per le violazioni a disposizioni contenute nei Regolamenti Comunali e nelle Ordinanze del Sindaco, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria di una somma da lire 50.000 a lire 1.000.000.

ART.77

Procedure sanzionatorie

            La procedura sanzionatoria per l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria di cui all'art.76 è quella prevista dalle disposizioni generali contenute nelle sezioni 1^ e 2^ del Capo I della legge n.689/1981.

 

 

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